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Tracciare la storia dell'Infiorata di Poggio Moiano è un compito arduo e quasi impossibile. Probabilmente l'inizio di questa tradizione nasce con la stessa comunità, che gettava alla rinfusa i petali dei fiori per onorare il passaggio del Sacro Cuore di Gesù.
E' proprio il sentimento religioso a trascinare tutti i poggiomoianesi, a continuare la tradizione di comporre quadri floreali per poi lasciare libero il passaggio alla solenne processione che distruggerà il lavoro di mesi di fatica. Con il passare del tempo le tecniche si sono affinate fino a raggiungere quei risultati, che oggi sorprendono, per la bellezza delle composizioni, gli occhi attenti dei visitatori.
Il primo che fece l'infiorata come la conosciamo noi, fu Salvatore Rosa De Angelis, conosciuto in paese come Salvatore e Sor Silla. Fu per l'ottavario del 1947, in piazza, proprio davanti al portone di casa sua, fece con i fiori un quadro che rappresentava la basilica di San Pietro con tutta la cupola e un calice con sopra l'ostia. Ora l'infiorata è gloria del paese, e forse nessuno ricorda chi pensò di trasformare quella tradizionale in quella attuale, ispirandosi alla tradizione di Genzano (Melilli L., Se a robba ne venesse da levante, 1992).
Il percorso dell'infiorata è di circa trecento metri disposti lungo un ferro di cavallo formato da due strade viale Umberto I e via Garibaldi per convergere in piazza Vittorio Emanuele dove si erge l'altare sul quale, al termine della processione si svolge il solenne rito religioso.
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